Quattro biglietti di andata, quattro di ritorno, una carta sconto, l’ingresso al parco: in famiglia, il genitore che prenota diventa in fretta lo sportello di tutti. Ecco un’organizzazione che regge, dalla partenza al rientro.
Chi deve avere cosa?
- I bambini piccoli: tutto resta a un genitore.
- Gli adolescenti: il proprio biglietto sul proprio telefono, e una copia a un genitore, per sicurezza.
- L’altro genitore: tutti i biglietti, così ci si può dividere in stazione o in aeroporto.
L’idea è semplice: ogni biglietto esiste su almeno due telefoni di adulti.
Mettere la famiglia in un viaggio
In Travel Wallet crea il viaggio e aggiungi ogni membro della famiglia. Per i bambini spunta «È un bambino»: nessun account, nessun indirizzo e-mail. La tua tribù viene memorizzata, non dovrai reinserirla alla prossima partenza.
Poi inoltra la conferma di prenotazione all’indirizzo del viaggio, oppure importa il PDF. L’app legge il nome stampato su ogni biglietto e lo sistema sotto la persona giusta.
Al controllo
Al tornello apri il primo biglietto a schermo intero e scorri per passare al successivo: i biglietti della stessa tratta sono uno dopo l’altro, con il nome del viaggiatore in alto sullo schermo. Non devi più cercare quale pagina del PDF corrisponde a quale figlio.
Con il filtro «I miei biglietti» l’adolescente vede soltanto i suoi.
I documenti che non sono biglietti
Una prenotazione d’albergo, un ingresso al museo a orario fisso, un tavolo al ristorante: aggiungili allo stesso modo. Compaiono nel programma della giornata, con indirizzo e orario, e si possono esportare nel tuo calendario.
Prima di partire
- Controlla che ogni biglietto riporti il nome giusto.
- Aggiungi i biglietti del genitore principale ad Apple Wallet o Google Wallet per averli sulla schermata di blocco.
- Carica entrambi i telefoni. I biglietti si aprono offline, ma non senza batteria.